1988 - 1991: le origini
Le origini della vicenda risultano, dalla documentazione in possesso della Comunità Montana, alquanto nebulose, poiché non c'è copia dell'originaria convenzione tra CEE e RANA Belgium, sottoscritta nell'ambito del Programma CEE MEDSPA, presumibilmente nel corso del 1988. Dalle notizie acquisite è ragionevole ritenere che la CEE abbia contribuito con un finanziamento a favore di RANA di circa trecento milioni di lire per un progetto di sensibilizzazione e salvaguardia delle tartarughe mediterranee di durata triennale ove, erano previste campagne di sensibilizzazione e la creazione di centri di protezione e salvaguardia in Spagna, Francia, Grecia e Italia.
I rappresentanti di Rana presero contatti con la Regione Toscana (nota RANA del 20/11/87) per localizzare sul territorio regionale il primo centro italiano di ricerca per la protezione delle tartarughe. Dapprima fu ipotizzata la localizzazione nel Parco Naturale della Maremma (come da nota n. 785 dell'8/6/88), poi fu scelta la zona delle Colline Metallifere.
La Giunta Regionale Toscana, con la deliberazione n. 12011/88, modificata con deliberazione n. 1798 del 27/2/89, decise di partecipare al progetto.
La Giunta Esecutiva della Comunità Montana eseguì le decisioni regionali con la deliberazione n. 51 del 7 febbraio 1989, vincolando due porzioni di terreno in loc. Venelle e Bonsecchino, rispettivamente di circa 10 ettari (Venelle) e di oltre 22 ettari di superficie (Bonsecchino), alla realizzazione del progetto CARAPAX. Su tali porzioni di terreno insistevano i due omonimi fabbricati rurali. Con la medesima deliberazione fu preso atto delle finalità che il costituendo centro avrebbe dovuto perseguire ed approvato lo schema di convenzione amministrativa che doveva regolare i rapporti con il Gruppo RANA ASBL International.
Quest'individuazione della controparte andava rettificata in “RANA - ITALIA” con sede in Putignano (BA). Infatti, la stessa Regione Toscana si era conformata al rilievo della Commissione Regionale di Controllo che aveva eccepito che l'iniziativa di cui alla delib. n. 12011/88 “coinvolge rapporti a livello internazionale, cui sembra dubbio che la Regione possa partecipare senza la preventiva intesa della Presidenza del Consiglio”.
Il sig. Donato Ballasina venne delegato alla firma della convenzione con la Comunità Montana da parte di RANA Belgium, il 9/6/89 e da RANA - Italia in data 20/6/89. La convenzione venne stipulata il 13 settembre 1989 tra il Presidente pro - tempore della Comunità Montana e il delegato Ballasina. La convenzione affidava al Gruppo RANA i suddetti beni immobili per la durata di 35 anni per la realizzazione di un Centro di salvaguardia delle tartarughe mediterranee in capo a RANA - Italia, ponendo i seguenti obblighi:
I. Predisposizione del progetto relativo alla realizzazione delle strutture, al consolidamento statico ed alla ristrutturazione dei fabbricati concessi;
II. Esecuzione di tutti gli interventi previsti dal progetto a cura del Gruppo Rana senza che questo comporti alcun onere finanziario od amministrativo da parte della Regione Toscana o della Comunità Montana;
III. Revoca automatica della convenzione in caso di non ottemperanza agli impegni di cui sopra.
Con deliberazione n. 185 del 8/6/89 la Giunta Esecutiva aveva già affidato allo studio EUTOPIA di Follonica l'incarico di progettazione per il recupero dei fabbricati in questione sulla base di destinazioni concordate tra il Gruppo RANA e i dipartimenti regionali ambiente e agricoltura. I fabbricati dovevano essere destinati a ospitare ricercatori scientifici, a museo ed a laboratorio.
Nella stessa delibera si dava atto che l'onorario del progettista, calcolato secondo tariffa, sarebbe stato liquidato “successivamente agli accrediti pervenuti dalla Regione Toscana”.
Di fatto Regione Toscana e Comunità Montana stavano anticipando spese che poi la convenzione avrebbe posto a carico di RANA.
L'Architetto incaricato concluse l'incarico affidatogli l'anno successivo e rimise notula provvisoria, in data 14/5/90, per un importo complessivo di 27.857.620 di lire oltre l'I.V.A. e comprensivo delle spese per una relazione geologica e geotecnica per 1.000.000 di lire. La spesa fu liquidata con deliberazione n. 164 del 18/5/90, utilizzando uno stanziamento straordinario di £. 200.000.000, disposto dal Consiglio Regionale della Toscana con delib. n. 185 del 20/3/90, che comprendeva, fra l'altro, “contributo alle spese relative al progetto Carapax”.
Il 20 ottobre 1989, con atto n. 322 della Giunta Esecutiva, la Comunità Montana assegnò al Gruppo Rana l'immobile regionale denominato “Osteria del Filetto” per adibirlo ad “alloggio dei ricercatori” e, per la “sistemazione della strumentazione scientifica di ricerca e studio del progetto CARAPAX”. Dalla deliberazione risulta che l'immobile veniva assegnato temporaneamente in attesa che fossero “disponibili” gli immobili Venelle e Bonsecchino che dovevano essere restaurati dalla Fondazione per poter essere effettivamente utilizzati.
Dal preambolo della deliberazione si apprende che sussistono “ritardi imputabili a difficoltà di acquisizione dei contributi CEE” per cui “la parte del progetto di ripristino di immobili idonei alla collocazione di strumentazione scientifica ed alloggio dei ricercatori non è stata portata a compimento”. Da una lettera datata 19/12/89 del direttore generale CEE del programma MEDSPA di risposta al sig. Ballasina risulta che “purtroppo un ulteriore intervento della mia Direzione Generale per questo tipo di misure, destinato al restauro di fabbricato, è da escludere”.
Dal 1989 al 1991, (con deliberazioni n. 81/89, n. 171/89,n. 204/89, n. 237/89, n. 331/89, n: 373789, n. n.8/90, n. 103/90, n. 268/90, n. 300/90, n. 30/91, n. 59/91), la Giunta esecutiva dispose finanziamenti per risarcimento ex concessionari (privati dei beni in questione per renderli liberi e concedibili a RANA), contributi per iniziative divulgative, acquisti e lavori in amministrazione diretta di miglioramento ambientale, recinzioni e segnaletica, per un totale di £. 308.329.649 a favore del Centro CARAPAX. Con tali fondi fu praticamente allestito il centro e risistemato l'immobile Osteria del Filetto che era stato messo a disposizione del Gruppo RANA.

