Montieri
Montieri è situato sul fianco settentrionale del monte (il Poggio di Montieri) che con i suoi 1051 metri di altezza, è uno tra i rilievi più alti delle Colline Metallifere. Sulla cima di questo monte domina una monumentale croce in ferro eretta nel 1961. Il nome di Montieri deriva da Mons aeris, monte del rame, a testimonianza del grande legame della cittadina con l'attività mineraria ed è citato per la prima volta nel decimo secolo dopo Cristo. Un documento del 1219, detto “Breve”, è il più antico statuto in lingua volgare italiana. Sempre al XIII secolo risale anche l'attività della Zecca di Montieri, dal cui conio usciva, tra altre, la moneta con inciso sul recto il nome di Ranieri vescovo e sul verso la legenda crux est victoria nostra. Dopo essere stato espugnato e distrutto dalla Repubblica di Massa il castello cadde nel 1326 sotto il dominio senese. Nel 1554 entrò a far parte del Granducato mediceo. La storia di Montieri è stata per secoli legata strettamente allo sfruttamento delle miniere di rame ed argento. Questa attività risale probabilmente all'epoca etrusca, ma conobbe il suo massimo splendore nel medioevo, lo testimoniano numerosi pozzi di estrazione disseminati in molte zone del Poggio di Montieri.
Luoghi da visitare
Il Capoluogo
Della cinta muraria originaria del castello sono ancora visibili tre torri in filarotto, la prima delle quali è il campanile della chiesa dei santi Michele e Paolo. Le altre due sono le case torri Narducci e Mazzarocchi (di quest'ultima è conservata solo la base). La casa torre Biageschi si trova in prossimità della chiesa dei SS Michele e Paolo. Sono da segnalare anche le Fonti di sopra e le Fonti di sotto, che risalgono ambedue al 1236. La chiesa parrocchiale è quella dei santi Michele e Paolo. Fu costruita nel XIV sec e venne intitolata anche a San Michele, il patrono di Montieri nel 1540. Nel suo interno si trova un organo del 1604, una tavola raffigurante San Sebastiano del XVI sec, una Madonna con bambino attribuita al Cozzarelli (XV-XVI sec.) ed alcune tele seicentesche. Un'urna posta sopra l'altare maggiore conserva le spoglie del Beato Giacomo Papocchi, il cui culto è molto sentito tra la popolazione locale. Risale al 1670 il busto reliquiario dedicato al Beato. La chiesa di San Giacomo si trova alla sommità del paese ed è dell'XI secolo. Nella seconda metà di quel secolo gli fu addossata una piccola cella per consentire a Giacomo Papocchi di ritirarsi in penitenza. A poche centinaia di metri dal palazzo comunale, costruito nel 1901, su progetto di Lorenzo Porciatti si trova la chiesa di San Francesco edificata nel 1530-1556, con frontalmente un porticato del 1855. Al suo interno un organo del XVIII sec. e nell'abside i seicenteschi stalli lignei del coro e ad una serie di dipinti di scuola senese ed opere di G. Nasini.
Le altre mete turistiche del territorio comunale
Gerfalco
A 774 m di altezza sul livello del mare, in posizione panoramica. Il suo nome deriva dal tedesco ger-falke (portatore di falco). Documenti ne attestano l'esistenza già nel XII sec. Il perimetro della cinta muraria è ancora visibile seppur inglobato nel basamento delle costruzioni. Ben conservata è una torre di difesa circolare, accanto alla porta senese. Da segnalare anche la porta fiorentina ad arco tondo in pietra e mensole intagliate e la chiesa di S. Biagio, del 1599, nata probabilmente sui resti di una costruzione del XII-XIII sec., al cui interno si trova una cantoria in legno e quattro altari laterali ad edicola del XVI-XVII sec con raffigurazioni di santi. Fuori dalla cinta muraria si trova la chiesa di S. Agostino probabilmente del XIV sec. con l'annesso convento. L'abitato di Gerfalco fa parte della riserva naturale Cornate e Fosini che comprende tra l'altro il castello di Fosini, le cave di rosso ammonitico, note per aver fornito materiale per la costruzione del duomo di Siena, ed i resti di una miniera d'argento del XII sec. Le Cornate sono un massiccio montuoso che raggiunge i 1060 metri d'altitudine e sono costituite da un complesso di rupi calcaree a strapiombo.
Travale
Si trova nei pressi delle sorgenti del fiume Cecina. Fu un castello della famiglia Pannocchieschi. La sua esistenza è attestata fin dal 1135, conserva ancora un aspetto antico. L'originaria cinta muraria è ormai visibile solo parzialmente in un tratto localizzato lungo via della Porta, in una porta con arco tondo in travertino e vicino ad essa in una torre rotonda in pietra. Nella parte più alta del paese si trova la chiesa dei santi Michele e Silvestro risalente al XIV sec., al cui interno si può ammirare un crocifisso scolpito trecentesco. Addossata a questa chiesa c'è la chiesa della Compagnia. La fama di Travale è legata alla celebre “Guaita”, l'antico documento datato 1158, considerato una delle più antiche testimonianze del nascente volgare italiano. Il terzo weekend di settembre di ogni anno si tiene qui la Fiera di Travale che ha una tradizione antichissima.
Boccheggiano
Il paese (664 m slm) si trova in val di Merse tra il fiume Merse e le sorgenti del torrente Farma. In epoca medievale fu sede di un castello. Qui si trovano la chiesa di S.Bartolomeo, intitolata al protettore del paese, nata sui resti del castello smantellato dai senesi, la chiesa di S. Sebastiano completamente restaurata ed ampliata alla metà del XVII sec. che accolse nel 1650 la statua di marmo di S.Sebastiano opera di Bartolomeo Cennini, collaboratore del Bernini. Boccheggiano è la località che all'interno nel territorio comunale di Montieri ha difeso più a lungo la vocazione mineraria. Già nel medioevo era ricca l'attività estrattiva della zona. Questa è proseguita anche nei secoli successivi fino al novecento. Nel corso del novecento si cominciò ad estrarre la pirite. L'ultima miniera ad essere attiva in questo territorio è stata quella di Campiano. È stata chiusa nel 1994. Nel primo tratto del fiume Merse, proprio accanto alla strada regionale n.441 in direzione Siena, nei pressi del ponte di Montieri, si trova l'alta torre dell'antico Mulino della Torre. Poche centinaia di metri più avanti si arriva alle Roste: montagne di terra rossa, resti della lavorazione del rame, che offrono agli occhi del visitatore un paesaggio lunare ed unico. Vi si trovano anche resti di edifici e di canalizzazioni che narrano la storia mineraria dei secoli scorsi. Numerosi sono anche, lungo le rive del fiume, i resti di fusioni antiche.