I Castelli medievali minerari: il Progetto Colline Metallifere

Il territorio delle Colline Metallifere è stato oggetto, sin dalla metà degli anni ’80, di numerosi progetti di scavo e di archeologia del paesaggio da parte dell’Area di Archeologia Medievale dell’Università di Siena in collaborazione con la Comunità Montana Colline Metallifere. Queste ricerche hanno come principale obiettivo lo studio dei rapporti fra la nascita degli insediamenti, la risorsa mineraria e le diverse forme di potere fra alto e basso Medioevo.

La scoperta di una complessa storia, rappresentata materialmente da importanti siti archeologici e da evidenti tracce nei paesaggi e nei centri storici, ha necessariamente presupposto un successivo progetto di tutela e valorizzazione. In tal modo questi segni del passato vanno ad integrarsi all’interno dei più ampi percorsi del Parco Archeologico e Tecnologico delle Colline Metallifere, rappresentando delle importanti chiavi di lettura di processi storici, fruibili anche da un più vasto pubblico.

Oggi, le indagini archeologiche, intraprese sul territorio a partire dallo scavo di Rocchette Pannocchieschi, proseguono su altri siti di interesse minerario, quali il castello di Cugnano, la Rocca degli Alberti a Monterotondo Marittimo, le Allumiere di Monte Leo e l’abitato di Montieri, il Castello di Sassoforte nell’ottica di un sempre più ampio progetto di ricerca e valorizzazione del comprensorio delle Colline Metallifere.
 
I castelli nati in corrispondenza di risorse minerarie di metallo monetabile, come Rocchette Pannocchieschi e Cugnano, rappresentano il frutto di una consapevole scelta dei loro fondatori che intendevano, così, gestire a pieno il processo produttivo finalizzato alla monetazione.

Tali castelli dunque non ebbero solo una funzione insediativa e difensiva, ma furono soprattutto uno strumento di organizzazione delle attività produttive. Lo scavo dei castelli minerari ha mostrato, infatti, che gli impianti necessari al trattamento metallurgico del minerale erano posti nelle vicinanze delle mura, direttamente sotto il controllo del signore.

Solo nel pieno Duecento, l’affermazione dei Comuni sulla gestione della produzione minerario-metallurgica, come ci mostrano regolamenti di Massa Marittima sulle miniere, determinò la crisi e spesso l’abbandono dei castelli, talvolta ridotti a insediamenti minori, legati alla sola silvicoltura e all’allevamento.
 

 

Il Centro di documentazione

 
Presso il complesso "I Casali" a Le Piane nel Comune di Massa Marittima è nato il centro di documentazione del comprensorio dei Castelli medievali minerari. Si tratta di un punto di partenza ideale per escursioni ai vicini castelli di Rocchette Pannocchieschi e di Cugnano e di un luogo dove approfondire la conoscenza del sistema dei castelli medievali sviluppati intorno alla produzione mineraria di questa parte di Toscana.
 

 
E’ stato realizzato dalla Comunità Montana Colline Metallifere insieme all’Università di Siena Dipartimento di Archeologia Medievale e finanziato in parte con il contributo regionale del Piano di indirizzo sulle montagne toscane.
 

 
Al suo interno, il percorso si suddivide in tre capitoli narrativi: Il territorio, la formazione dei castelli, i manufatti e la metallurgia. L’intera esposizione è realizzata impiegando moduli espositivi progettati per contenere al loro interno tutti gli elementi necessari ad una corretta rappresentazione dei contenuti (luci, pannelli didattici illustrati, titoli e testi di orientamento, ecc.).

La prima sezione rappresenta un’introduzione al contesto geografico e storico dei due castelli di Rocchette e Cugnano, comprende un percorso di pannelli illustrati e una postazione multimediale per permettere la completa fruizione del dato archeologico.

La seconda sezione presenta più da vicino i due siti di Rocchette Pannocchieschi e Cugnano, la loro formazione e la sequenza dei processi che hanno segnato lo sviluppo e la trasformazione dei due insediamenti.

L’ultimo tema affrontato nel percorso è quello relativo ai manufatti, alla tecnologia e allo sfruttamento delle risorse minerarie presenti nel territorio. Una piccola stanza è allestita con una pedana sulla quale sono esposte le scorie di fusione dei metalli e un video che presenta le principali fasi di lavorazione, dall’estrazione fino alla forgiatura dei manufatti. Questi ultimi, quelli ceramici ed altri vengono mostrati su apposite postazioni informatiche utilizzando un’interfaccia tridimensionale interattiva, attraverso cui il visitatore può consultare l’intero archivio di materiali virtualmente rappresentati.
 

 
 
Presto saranno resi noti gli orari di apertura.
 
 
 

 

 

 

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