Speciale Carapax

La questione Carapax dura ormai da una ventina di anni. In questa lunga storia i gestori del Centro, divenuti occupanti abusivi nel 1998, hanno usato tutti i mezzi a loro disposizione per distogliere l'attenzione dalla realtà delle cose e dalla violazione delle regole anche ambientali di ogni tipo.
 
Hanno dimostrato notevole capacità nella diffusione di informazioni distorte o non corrispondenti al vero, riuscendo per molto tempo a fuorviare l'opinione dei cittadini e degli appassionati dell'ambiente e del mondo naturale.
 
Per questo vi proponiamo una ricostruzione storica della vicenda basata sui documenti reali e sulle effettive decisioni della magistratura che in questi anni sono state prese. Prima però alcune premesse.
Non è la Comunità Montana Colline Metallifere, né tantomeno la Regione Toscana che hanno messo sotto sequestro lo scorso 17 aprile il Carapax, bensì (come è ovvio e facilmente verificabile) la Magistratura, in conseguenza di procedimenti civili e di denunce penali in corso, che coinvolgono i gestori del centro.

La Regione Toscana si è detta disponibile, in questa situazione, a garantire il mantenimento degli animali (diverse migliaia), per cui appare quantomeno originale che i gestori del Carapax richiedano con maggior sollecitudine contributi economici ai cittadini per assolvere ad un compito che si assume la Regione, a condizione che gli attuali occupanti abusivi escano dagli immobili e consegnino gli animali stessi.

E' importante riflettere su un concetto: ogni cittadino che occupa una proprietà pubblica (e quindi della collettività) paga un affitto, ma soprattutto accetta i controlli di regolarità delle attività intraprese grazie ai beni pubblici da parte della pubblica amministrazione competente.
A tale principio tutti sono tenuti ad adeguarsi, senza eccezioni. Chi sfugge con ogni mezzo da questi doveri elementari per decenni, chi si rifiuta di pagare il dovuto stabilito da sentenze passate in giudicato, chi usa impropriamente la proprietà pubblica per proprio interesse personale, non può essere dalla parte della ragione e della legalità.
 
 
 
Per agevolare la lettura abbiamo suddiviso l'ampio materiale relativo a questa vicenda in capitoli.

 

Sommario:

1988 - 1991: le origini

1991: primi problemi, la Regione e la Comunità Montana intervengono economicamente

1992: si tenta di cambiare la convenzione non onorata da Rana

1993 - 1996: i lavori al Centro Carapax e al Bonsecchino e nuovi problemi

1996 - 1999: l'arbitrato

1999 - 2001: il primo tentativo di vendita

Il 2002

Anche il secondo programma di vendita si conclude come il primo

2003: un “nuovo” protagonista della storia, dopo RANA ecco ATHENA

2004: dopo i danni la beffa dei 273,95 euro

2005 - 2006: un nuovo tentativo di risolvere la questione fallito per il solito atteggiamento di RANA

2007: il sequestro di specie animali pericolose detenute irregolarmente nel Centro Carapax

2009: gli ultimi eventi

Il futuro del Centro per la salvaguardia delle tartarughe mediterranee



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